Scanno, il paese dei fotografi è una cartolina da vivere
Scanno, paese dei fotografi per gli spettacolari scorci che hanno ispirato grandi autori come Bauer, Bresson, Cresci, Gardin, Scianna e Tortelli.
Nel cuore dell’Abruzzo, fra declinazioni del verde montagna e dell’azzurro del lago, in un continuo dolce sali-scendi, ci si perde fra la semplicità di fiori che addobbano finestre, scale e balconi e imponenti portoni con antichi stemmi nobiliari.
Assaggiando il pan dell’orso – il tipico dolce abruzzese che nella sua versione estiva con cioccolato all’interno invece che a copertura – mi sono immersa nella facciata della Chiesa di Sant’Eustachio, intitolata al patrono e alla vicina Madonna del Loreto, che mi ha rapita ancor prima di conoscerne la storia che la vede costruita su un antico tempio pagano.
Ed ecco come un retaggio antico la “fontana del ceto sociale” cosiddetta perché nei tempi che furono ogni famiglia aveva una cannella precisa in cui poter bere, in coerenza con il ceto sociale di appartenenza. Tutto è storia e tutto racconta, come il meraviglioso Lago a forma di cuore, il museo della lana e qualche anziana che ancora veste l’abito tradizionale ciociaro, forse in attesa della festa del 10 novembre quando i giovani che arrivano dalle montagne suonano i campanacci per festeggiare con ritualità antichissime.
E quei giovani di un tempo dovevano vedersela con un’altra ritualità, la “presentosa”, il gioiello che le suocere regalavano alle nuore le quali andavano fiere per il paese a farsi rimirare; a ricordo di questa immaginifica scena, a Scanno sono rimaste le botteghe orafe ancora attive e a disposizione delle “presentose” dei tempi nostri.
Una forte tradizione eno-gastronomica di montagna, dal miele ai formaggi alla carne, fino alla lavorazione della liquirizia. Tutto ciò e anche di più hanno impressionato fotografi del calibro di Mario Giacomelli il cui “Bambino di Scanno” è conservato nel Moma di New York. Scanno, Paese dei fotografi per gli spettacolari scorci che hanno ispirato altri autori come Bauer, Bresson, Cresci, Gardin, Scianna e Tortelli
La “strada dei fotografi” conduce infatti ad una delle tante terrazze che si aprono sul borgo che lì, appollaiato fra i monti, è in bella posa da secoli.


