18 Luglio 2026
Le mani sulla città locandina

All’inizio degli anni ’60, nel pieno del Boom economico, l’Italia cambia volto: le città si espandono e l’edilizia corre, spesso ignorando le regole urbanistiche. In questo contesto si inserisce “Le mani sulla città” (1963) di Francesco Rosi, film simbolo della denuncia contro la speculazione edilizia.

Protagonista è Edoardo Nottola, imprenditore senza scrupoli e consigliere comunale di destra a Napoli. Dopo il crollo di un edificio in costruzione che provoca due morti e diversi feriti – tra cui un bambino che perde le gambe – esplode la protesta in Consiglio, guidata dal consigliere De Vita. Nottola, per proteggere i suoi interessi, chiede di insabbiare tutto dichiarando la zona “pericolante”.

Il film racconta con rigore il legame tra potere politico e interessi privati, svelando le dinamiche di corruzione, cinismo e complicità. Rosi mette a nudo il sistema attraverso una narrazione secca, quasi documentaristica, e una regia lucida, che indaga il potere in tutte le sue forme: economico, politico e sociale.

La sceneggiatura è firmata da Raffaele La Capria, vincitore del Premio Strega 1961 con Ferito a morte, che imprime al film una dialettica serrata. Accanto a Rod Steiger, Rosi sceglie volti non professionisti come il sindacalista Carlo Fermariello e il giornalista Renzo Farinelli, rendendo ancora più autentica la rappresentazione della Napoli dell’epoca.

Le musiche sono di Piero Piccioni. Il film vinse il Leone d’Oro a Venezia e resta oggi un’opera necessaria, che illumina le zone grigie tra legalità e potere.

“Le mani sulla città” è disponibile su YouTube.