Materia e spirito
La galleria Civico 23 chiude la sua stagione espositiva con “Analogon”, che inaugurerà venerdì 13 giugno, una mostra frutto della collaborazione con A60 e l’artista/curatore Pengpeng Wang. L’esposizione presenta due figure di spicco dell’arte internazionale: il catalano Joaquim Chancho e il cinese Yan Chengbin.
Joaquim Chancho, icona dell’arte catalana, naviga tra minimalismo e informale materico. La sua “scrittura” pittorica, pur nella semplicità quasi geometrica, è profondamente lirica ed esistenzialista. Il segno nei suoi dipinti e grafiche, sebbene modificatosi nel tempo, mantiene una coerenza interna, rivelando un’anima che si esprime con confini imprecisi e direzioni inattese. Questo gioco di contrasti rende la sua opera accattivante e coinvolgente. Nonostante l’apparente linearità e geometria, l’arte di Chancho ci proietta in una realtà tutt’altro che razionale, vicina a una “linea analitica dell’arte” che non esclude l’emozione, celata dietro un reticolo di linee finemente disposte.
Yan Chengbin propone un percorso diverso, sebbene le analogie con Chancho risiedano più nel contenuto che nella forma. Le sue opere creano mondi evanescenti, dove l’osservatore viene inghiottito in una dimensione molecolare che infonde un senso di instabilità e vertigine. Chengbin tenta di superare la barriera della materia per accedere alla dimensione dello spirito. Tuttavia, questa ricerca rivela che la materia stessa è la depositaria di un mondo spirituale che trascende il fisico. Una materia che si fa illusione ma offre la possibilità di riflettere e sognare.
Per entrambi gli artisti, la pittura è uno strumento di ricerca e scoperta, indicando una dimensione “Altra” pur mantenendo un ancoraggio alla realtà. La mostra celebra la loro capacità di guidarci in un viaggio introspettivo e spirituale.
