17 Dicembre 2025
Unknown

Pensando agli animali pericolosi che abitano il pianeta Terra, non è raro che quello davvero più letale sia fuori classifica nel nostro immaginario. Infatti a detenere il primato per maggior numero di vittime è la zanzara, che supera di una posizione anche l’essere umano nonostante tutte le guerre in atto.

Questi insetti ronzanti agiscono come dei ninja silenziosi che colpiscono furtivamente lasciando prurito e pomfinei migliori de casi e trasmettendo malattie potenzialmente gravi nei peggiori. In Europa le patologie più diffuse sono le virali come la febbre dengue e chikungunya, mentre in altri paesi sono portatrici, tra le altre, di malaria e filariosi linfatica.

Ad essere vettori di patogeni sono solo le zanzare femmine grazie al loro peculiare apparato boccale pungente che permette di punzecchiare e prelevare fluidi vitali. Ne sono invece sprovvisti i maschi che si limitano a succhiare il dolce nettare dalle piante, fuggendo così anche da impollinatori. Al contrario, le sostanze zuccherine non sono sufficienti per l’alimentazione delle femmine, che dopo l’accoppiamento hanno bisogno di nutrirsi di sangue per assimilare le proteine necessarie alla maturazione delle uova. Quest’ultime vengono deposte in acqua e continuano lì anche la loro vita larvale. Proprio in questa fase l’animale più mortale al mondo svolge un importante ruolo per il benessere degli ecosistemi. Esse infatti filtrano l’acqua stagnante in cui vivono nutrendosi di detriti, microrganismi e alghe, limitandone così la proliferazione e mantenendo stabile l’equilibrio microbiologico dell’ambiente.

Nonostante i ruoli ecologici postivi restano gli animali più fatali al mondo. Una minaccia che fa riflettere sulla nostra errata percezione del pericolo, forse dovuta al fatto che, a differenza ad esempio di orsi, leoni e squali, con le zanzare abbiamo imparato a conviverci.