L’archetipo del padrone
Franco Battiato è probabilmente l’artista più all’avanguardia e coraggioso avuto nel nostro bel paese, non tanto per i suoi testi ma piuttosto per aver avuto l’ardore di sperimentare sonorità mai ascoltate in precedenza, soprattutto nei suoi album d’esordio nei primi anni settanta.
Oggi vi invito all’ascolto di un lavoro che ha lanciato il cantautore siciliano nell’olimpo “commerciale” nonchè simbolo di Franco Battiato, ma ciò non significa necessariamente scarsa qualità, anzi… tutt’altro.
Il disco in questione è “La Voce del Padrone” del 1981, lavoro che ha compiuto quarant’anni proprio quando l’indimenticato artista ci ha lasciati, ahinoi.
Il genere è ben lontano dalle sperimentazioni rispetto a qualche decennio fa, proponendo qui tracce più dirette e semplici se pur con qualche accenno di New Wave e Punk (come ad esempio “Cuccurucucu” e “Summer on a solitary beach”).
Un brano in particolare che gradirei evidenziare è “Bandiera Bianca”, una critica sociale e politica senza sconti; le citazioni e i riferimenti sui tanti artisti strappano inoltre un simpatico sorriso, da Alan Sorrenti a Bob Dylan fino al buon Vivaldi! Anche il testo di “Centro di gravità permanente” non è da meno, in cui Battiato lamenta una mancanza di equilibrio personale, mentre il videoclip è sempre divertente da vedere e rivedere, in cui l’artista si cimenta in una folle e buffa danza.
Nella formazione che ha registrato l’album cito due grandi della musica italiana: Alberto Radius, produttore nonché storico chitarrista della band Formula 3 ed il batterista Alfredo Golino, ottimo musicista e turnista che ha collaborato con tantissimi artisti del panorama italiano.
“La Voce del Padrone” restò al primo posto in classifica per diciotto settimane (non consecutive) fra il maggio e l’ottobre del 1982, divenendo l’album più venduto dell’anno. Un lavoro certamente più fruibile per il pubblico, senza mai tralasciare le peculiarità del cantautore, ovvero raffinatezza, eleganza e irriverenza.
Concludo con una frase del maestro Battiato che rispecchia e riassume tristemente la nostra attuale decadente società:
“Quante stupide galline che si azzuffano per niente
e sommersi soprattutto da immondizie musicali” (Bandiera Bianca, nda).