La tragedia fratricida di Ken Loach in Irlanda
Pochi film hanno saputo cogliere la complessità della questione anglo-irlandese con la forza di “Il vento che accarezza l’erba” (2006) di Ken Loach. Premiata con la Palma d’Oro a Cannes, quest’opera si distingue da titoli come “Michael Collins” per la sua prospettiva cruda e intima, incentrata sui giovani volontari.
Il titolo è ripreso da una “rebel song” irlandese del 1861. La storia segue Damien O’Donovan, interpretato da un intenso e cupo Cillian Murphy, un giovane medico irlandese. Inizialmente intenzionato a lasciare l’Irlanda per lavorare a Londra, Damien assiste all’ennesimo sopruso britannico e decide di unirsi alla lotta per l’indipendenza al fianco del fratello, Teddy.
Loach e il suo storico collaboratore Paul Laverty tessono una trama che abbraccia due periodi cruciali: la Guerra d’Indipendenza (1920-1922) e la conseguente Guerra Civile (1923-1925). Il punto di svolta arriva con il Trattato anglo-irlandese: l’indipendenza parziale dell’Irlanda lascia il Nord sotto il controllo inglese, innescando una devastante spaccatura interna.
L’iniziale lotta di liberazione contro l’oppressore coloniale si trasforma in una logorante guerra civile. Loach evidenzia la tragedia della divisione, che penetra fino al cuore delle famiglie, trasformando lo scontro politico in una lotta fratricida in cui non ci sono veri vincitori. La guerra peggiore è sempre quella combattuta all’interno della propria casa.
La narrazione, potente e senza retorica, è amplificata dalla fotografia di Barry Ackroyd. Questi gioca abilmente con i contrasti cromatici: il verde vibrante e quasi poetico delle colline irlandesi si scontra con i toni scuri – il rosso del sangue, il grigio delle prigioni – che sottolineano la brutalità degli orrori.
Con questo film, Ken Loach non offre solo una lezione di storia, ma crea un parallelismo universale, ricordandoci quanto poco certi orrori cambino nel corso della storia umana.
“Il vento che accarezza l’erba” è disponibile sulle piattaforme MUBI e RaiPlay, in italiano e lingua originale.