40 Anni di fiamme. L’immortale leggenda degli Iron Maiden
Nel 1985 una delle band più influenti della scena Heavy Metal infiammò il palco della Long Beach Arena in California. Stiamo parlando degli Iron Maiden e del loro album dal vivo “Live After Death”! Registrato tra il 14 e il 17 marzo, “Live After Death” è il primo album dal vivo della band distribuito ufficialmente e compie quarant’anni proprio ad ottobre, mese in cui venne stampato all’epoca. In concomitanza di tale anniversario, il 28 novembre uscirà la versione rimasterizzata in doppio vinile, acquistabile direttamente dal sito ufficiale della band inglese.
L’album vedrà l’aggiunta di una replica del pass del World Slavery Tour, un libretto di dodici pagine contenente commenti e interviste ai membri della band, al manager Rod Smallwood e al disegnatore Derek Riggs.
E ora l’aspetto musicale. Da molti, questo live è definito il migliore degli Iron Maiden, sia per le novità da un punto di vista scenico sia per l’esibizione della band di assoluto livello. Su tutti spicca la performance del poliedrico frontman Bruce Dickinson, grazie al suo timbro potente e al suo contagioso istrionismo. Ma è tutta la band a vivere uno stato di grazia: i due chitarristi, Adrian Smith e Dave Murray, sparano fendenti come se non ci fosse un domani, un mix di tecnica, melodia e velocità. La sezione ritmica, formata dal bassista Steve Harris e dal batterista Nicko McBrain, è un rullo compressore, grazie alle potenti cavalcate terzinate del primo e all’inconfondibile stile del secondo, un’esplosione di creatività e fantasia.
In conclusione, tra le varie tracce del live merita una menzione speciale “Rime of the Ancient Mariner”. Dickinson e compagni, da sempre appassionati di storia e letteratura, ci regalano una suite di 13 minuti il cui testo è tratto dalla poesia “La ballata del vecchio marinaio” di Samuel Taylor Coleridge. Non a caso, nella parte centrale del brano, l’arpeggio di basso sembra farci navigare davvero tra le onde di un cupo oceano…
Dopotutto, gli Iron Maiden non sono mai stati una band banale e lo hanno dimostrato già con l’ottimo “Live After Death”.