L’Affresco sociale de “La Donnaccia” di Silvio Siano
Il film è ambientato nel cuore dell’Alta Irpinia e ruota attorno alla figura di Mariarosa Apicella, interpretata dall’attrice franco-italiana Dominique Boschero. Mariarosa è una prostituta che, dopo aver cercato fortuna in Svizzera, è costretta a tornare al suo paese d’origine, il piccolo borgo irpino di Cairano, in seguito a un foglio di via.
“La donnaccia” fu una coproduzione italo-francese, uscendo in Francia con il titolo “L’allumeuse”. La sceneggiatura fu curata da Sabatino Ciuffini e dal regista Silvio Siano, il quale scrisse il soggetto insieme al poeta e intellettuale Pasquale Stiso e al giornalista salernitano Camillo Marino, fondatore del celebre Festival Laceno d’Oro.
Il film offre una potente testimonianza delle problematiche del Meridione dell’epoca, temi tristemente attuali ancora oggi:Il dramma dello spopolamento delle aree interne e L’assenza di lavoro e la mancanza di mezzi per i contadini.
La maestria del direttore della fotografia Domenico Paolercio esalta, tramite suggestivi chiaroscuri, la bellezza cruda e arida dei paesaggi dell’Alta Irpinia. Le riprese coinvolsero attivamente l’intera popolazione locale, che divenne protagonista corale di questa esperienza cinematografica unica.
L’importanza culturale de “La donnaccia” è testimoniata anche da una curiosità: la storia di Mariarosa e l’ambiente in cui è inserita furono una delle fonti di ispirazione per Fabrizio De André nella composizione della sua celebre canzone “Bocca di Rosa”.
“La donnaccia” di Silvio Siano è un’opera da riscoprire non solo per il valore della sua trama e l’introspezione sociale che offre, ma anche per il suo ruolo di custode della memoria e delle usanze dei borghi irpini. Questi luoghi, pur essendo oggi una meta turistica, lottano ancora contro lo spopolamento, ma rimangono scrigni di bellezza e di storia.
Puoi vedere “La donnaccia” per intero su YouTube.