Un capolavoro senza tempo
Eye in the Sky (1982) di The Alan Parsons Project è un capolavoro che trascende le etichette, posizionandosi tra i dischi più raffinati e di successo del rock progressivo.
Definirlo semplicemente “prog” è riduttivo. L’album è un elegante crocevia di generi, dalle sonorità classiche all’elettronica e alla new wave. Questa ricchezza è amplificata dalla presenza di sei vocalist, le cui linee vocali si intrecciano con una forma-canzone mai banale, sempre attenta a melodia ed eleganza. In alcune tracce, la composizione raggiunge una vera e propria maestosità.
La traccia omonima, “Eye in the Sky”, è la hit più celebre e orecchiabile del gruppo, pur mantenendo un livello compositivo eccelso.
Accanto ad essa spicca la suite monumentale “Silence and I” e due strumentali diventati icone;
“Sirius”, il breve, ma potentissimo, intro che è stato adottato come sigla per innumerevoli eventi sportivi, televisivi e radiofonici e “Mammagamma”, un brano elettronico e ipnotico, dominato da synth, drum machine e un giro di basso ostinato che immerge l’ascoltatore tra elettronica e new wave.
L’album fu registrato negli Abbey Road Studios di Londra e vanta la collaborazione con la Philharmonia Orchestra in ben sette brani. Tra i musicisti si segnala l’ingresso di Mel Collins al sassofono nel brano “Old And Wise”.
La celebre copertina, disegnata da Storm Thorgerson, raffigura l’Occhio di Horus, simbolo di protezione che è divenuto l’emblema stesso del Project.
Eye in the Sky ottenne un successo straordinario, certificato da innumerevoli dischi di platino (inclusi USA, Francia e Spagna) e da una nomination ai Grammy Awards 1982 per il Best Engineered Recording. Un’opera senza tempo che continua ad affascinare per la sua perfetta fusione di tecnologia e melodia.