Quando le emozioni incontrano la realtà
Tu non darmi retta – Mario Severino
Tu non darmi retta è una raccolta di poesie che non cerca di rassicurare né di spiegarsi. La voce poetica che la attraversa è instabile, contraddittoria, costantemente in bilico tra confessione e sabotaggio di sé. Fin dal testo d’apertura, l’io prende parola per poi ritirarla, promette immagini, identità, metamorfosi, ma rifiuta qualsiasi conclusione, come se chiudere il discorso fosse già una forma di menzogna.
In questa raccolta di poesie, le emozioni profonde dell’autore non trovano uno spazio in cui depositarsi e, finiscono per schiantarsi contro una realtà frammentata, instabile, mai del tutto afferrabile. Il linguaggio è diretto, spesso brutale, ma mai gratuito. L’oscenità convive con l’ironia, il quotidiano con l’allucinazione. Le immagini si accavallano senza gerarchia. Il corpo è campo di battaglia, la mente un luogo sorvegliato, il pensiero un evento che accade contro la volontà di chi lo subisce. In testi come Pensiero coatto, l’ossessione diventa ritmo, ripetizione, assedio: non c’è una direzione, solo una continua variazione dello stesso disagio.
La raccolta funziona proprio quando rinuncia a essere “poesia risolta”. Qui non c’è catarsi né redenzione, ma una lucidità disturbante che smaschera l’idea stessa di controllo, dell’identità, del linguaggio, del tempo. Il soggetto poetico cambia forma, si moltiplica, si contraddice, senza mai stabilizzarsi.
Tu non darmi retta chiede al lettore di accettare l’incompiutezza come condizione, di restare dentro la frattura senza cercare appigli. Non è una lettura accomodante, ma è una scrittura che resta addosso, proprio perché non finge di offrire risposte.
Le emozioni non vengono elaborate, si schiantano, rimbalzano e cambiano forma.
