10 Maggio 2026

Lo spettro luminoso tra gli interstizi dell’ordinario

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Il 4 aprile lo spazio Civico 23 di Salerno si trasforma in un laboratorio della percezione con l’inaugurazione di Luci attraverso le crepe, la personale di Bao Fusheng. Al centro della ricerca un’epifania quotidiana: il ritrovamento di un universo visivo inatteso tra le fessure di una scatola di pennarelli. Da questo incontro fortuito tra la tecnologia di uno smartphone e la banalità di un oggetto d’uso, l’artista estrae una riflessione profonda sulle strutture del vedere.

La luce, in questa indagine, smette di essere un semplice mezzo di illuminazione per farsi materia viva e pulsante. Essa non si limita a rivelare le forme, ma le genera, agendo come una forza plastica che scava l’oscurità per estrarne volumi e cromatismi inediti. È una luce che si fa architettura del vuoto, capace di trasformare un micro-spazio in un paesaggio cosmico, dove ogni rifrazione è un battito visivo che ridefinisce il confine tra il visibile e l’immaginato.

In questo corpus di opere il pennarello perde la sua funzione di strumento di scrittura per farsi struttura: un sistema di pilastri che imprigiona e frammenta il raggio. Attraverso spostamenti millimetrici e angolazioni calcolate, Bao Fusheng cattura il modo in cui il fotone penetra l’oscurità del contenitore, scomponendosi in spettri cromatici che oscillano tra la traccia materiale e l’astrazione assoluta.

La fotografia diventa qui un microscopio dell’anima. La forma fisica degli oggetti viene progressivamente erosa fino a scomparire, lasciando che il vero protagonista sia il movimento luminoso negli interstizi. Lo spettatore non osserva più una natura morta, ma abita un campo visivo sospeso, una mappatura emotiva dove la realtà viene filtrata e trasfigurata. Attraverso questo esperimento ottico, l’artista ci invita a riscoprire il potenziale nascosto nelle pieghe della realtà, illuminando le dimensioni sconosciute del nostro mondo interiore.