Rockers il manifesto rasta tra neorealismo e Robin Hood
La cinematografia giamaicana è un territorio raramente esplorato, eppure nel 1978 ha generato un cult assoluto: Rockers. Diretto dal greco Theodoros Bafaloukos, il progetto nacque come documentario per trasformarsi in un lungometraggio di finzione che vede protagonisti i giganti della scena Reggae, da Leroy “Horsemouth” Wallace a Burning Spear e Robbie Shakespeare.
La trama si snoda tra i vicoli di Trenchtown, cuore pulsante di Kingston, seguendo Horsemouth nel suo tentativo di sbarcare il lunario vendendo vinili. Il furto della sua motocicletta rossa, acquistata con i primi sudati risparmi, sposta il registro narrativo: se l’incipit omaggia esplicitamente il neorealismo di Ladri di biciclette di De Sica, lo sviluppo vira verso una reinterpretazione rastafariana del mito di Robin Hood. Grazie all’aiuto della giovane Sunshine, Horsemouth si troverà a fronteggiare una rete di ricettazione legata alla criminalità locale, in una lotta che è tanto personale quanto sociale.
Presentato a Cannes e a San Francisco, il film brilla per un’estetica travolgente. I colori vivaci degli abiti di seconda mano e i fieri dreadlocks dei protagonisti non sono semplici costumi, ma dichiarazioni d’identità. Il valore aggiunto è la colonna sonora, un’antologia che schiera artisti del calibro di Bunny Wailer, Peter Tosh e Lee “Scratch” Perry. Fondamentale è l’uso del patois giamaicano (con termini iconici come Babylon per indicare il sistema oppressivo), che conferisce alla pellicola una verità quasi etnografica.
Definito da Le Monde “un’opera d’arte” per la sua disarmante autenticità, Rockers resta il ponte definitivo tra cinema e musica, una celebrazione fiera e ritmata della cultura caraibica.
La pellicola è attualmente disponibile su Plex TV, in lingua originale con sottotitoli in inglese al seguente link:https://watch.plex.tv/it/watch/movie/rockers?uri=provider%3A%2F%2Ftv.plex.provider.vod%2Flibrary%2Fmetadata%2F5d77683d5af944001f1fbba9&autoplay=1