10 Maggio 2026

Segno e silenzio nell’opera di Antonio Petti

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Sabato 18 aprile 2026, alle ore 18.30, la galleria Civico 23 No Profit Art Space di Salerno inaugura la mostra antologica “Opere”, dedicata alla ricerca artistica di Antonio Petti e curata da Cristina Tafuri. L’esposizione offre uno sguardo trasversale sul percorso di un autore che ha fatto del disegno il proprio mezzo d’elezione, evolvendo da un istinto primordiale verso una sintesi formale di rara potenza espressiva.

Il percorso espositivo si snoda tra dipinti, chine e una serie di 22 busti ceramici realizzati presso la ceramica Vietri Scotto a Molina. Proprio la ceramica rappresenta uno degli esiti più recenti e suggestivi della sua produzione: forme bianche, chiuse e compatte, dove il segno nero profila volti che sembrano impossessarsi dello spazio circostante. Questi oggetti bifrontali instaurano un dialogo serrato tra materia e vuoto, riassumendo in un unico tema – il volto – il nucleo profondo dell’ispirazione di Petti.

L’opera di Petti è storicamente caratterizzata da un segno che “aggredisce” la realtà. Se nei primi anni Settanta la sua cifra stilistica appariva come una fitta ragnatela di figure inquietanti e larvatiche, nel tempo questa ha lasciato il posto a silhouette più definite e sequenziali, distaccate da ogni contesto ambientale. La sua pittura, nata dall’esigenza di abbandonare temporaneamente l’inchiostro, si apre a paesaggi quasi fiabeschi dove i colori si fondono in un’atmosfera meditativa. Qui, la “vis polemica” della sua militanza politica e dei suoi celebri libri illustrati – dal Pinocchio al Vangelo di Luca – cede il passo al dominio del silenzio e a un’umanità che contempla il proprio destino.

La mostra resterà aperta fino al 2 maggio 2026, visitabile dal martedì al sabato, dalle 18.00 alle 20.00, offrendo l’occasione di riscoprire un artista che ha saputo trasformare la critica di costume in una lucida indagine sulla fragilità e la fatuità della società contemporanea.