Fragilità di sistema
La Salernitana ai play off, il 10 maggio dietro l’angolo, pullman da prenotare in poche ore, settori ospiti contingentati. Palla al centro e corpo alla speranza. Dall’altro, dopo settimane di zig-zag, tra contratti preliminari, intermediari, segnali di attenzione al proprietario, soprattutto marcate dalla mancata cessione, la questione proprietà si silenzia in attesa di tempi migliori. In una piazza che vive il club come bene collettivo, l’attesa del prato verde chiaramente si prende la scena. Giustamente! Anche se gli ultimi due mesi hanno rimesso al centro la sostenibilità dello sport professionistico. Pur dinnanzi a tanta forza economica. In quattro anni il miglior piazzamento nella storia calcistica della città, due retrocessioni, sforzi economici, mettono in chiaro, che dentro il caso Salernitana si leggono con particolare nitidezza alcune debolezze del calcio italiano: difficoltà di programmazione e gestione, ritardo infrastrutturale, assenza di sedi stabili di responsabilità condivisa, costo del lavoro, gap giovanile e stranieri con età media Serie A 27 anni (8° in Europa); 67,9% minuti stranieri (6° peggiore); Italia ultima per ricavi da vivai locali. Alcuni sintomi chiari che questo modello di calcio non funziona e che la Salernitana e il suo hub di valori, l’incipit della proprietà, se mai se ne fosse vista una parvenza, rifletterebbe in parte il contesto analizzato dalle istituzioni calcistiche nostrane. Altro è ragionare di errori dell’attuale proprietà. Sullo sfondo di questa fragilità il tifoso emerge nell’attesa che si condensa attorno a una data dando fiato ad una speranza che rimette tutto in movimento. Ciò che fino a poche settimane fa sembrava centrale passa in second’ordine. Ritornano gli appelli partiti dall’interno, la parte tecnico-sportiva rilancia sul seguito inenarrabile della torcida granata. Si ridiventa metafora aggregante. Va bene ma ricordiamoci che dovremo esistere anche in altri momenti non emotivi ma che rinviano alla domanda di fondo: una comunità che custodisce la storia del club può continuare a non avere alcuna forma riconosciuta di presenza nel suo futuro?
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