Il segno libero e l’utopia dell’esoeditoria al Civico 23
L’arte che non chiede permesso e si sottrae alle logiche del profitto trova casa a Salerno. Il 9 maggio 2026 lo spazio Civico 23 inaugura una rassegna dedicata alle storiche edizioni Bricolage/Ixidem, l’ambizioso progetto di editoria alternativa ideato da Giancarlo Pavanello. Tra i fogli sciolti di queste riviste assemblate si respira ancora l’urgenza di una stagione che, dagli anni Novanta al Duemila, ha saputo trasformare la carta in un campo di battaglia contro l’omologazione del pensiero unico.
La mostra, curata da Angelo D’Amato e Cristina Tafuri insieme a Rosario Mazzeo, non è una semplice celebrazione documentaria, bensì un’indagine profonda sul concetto di esoeditoria. In un’epoca in cui la “società dello spettacolo” sembra aver saturato ogni spazio possibile, il lavoro di Pavanello emerge come un atto di resistenza pura. Queste pubblicazioni, nate rigorosamente fuori dal mercato e indipendenti dal potere politico, incarnano il sogno rivoluzionario dell’autoproduzione e dell’autonomia creativa totale.
Il fulcro dell’esposizione risiede nella commistione tra parola e immagine, cifra stilistica della poesia visiva. Per Pavanello, ogni scrittura è intrinsecamente visibile e “auratica”. Nelle cartelle di Bricolage e nei portfolio di Ixidem, il fruitore è chiamato a un’esperienza sinestetica dove leggere significa vedere e viceversa. Le opere esposte presentano una polifonia di linguaggi che spaziano tra anagrammi poetici e immagini polisemiche, offrendo un diario articolato della sperimentazione.
Questa rassegna restituisce dignità a un territorio dove la ricerca artistica non è un bene di consumo ma un fatto sociale. In un mondo che corre verso il digitale, la fisicità del foglio diventa il simbolo di una controcultura mai doma, capace di scuotere le coscienze attraverso la purezza di un segno libero da ogni compromesso