Il sole di mezzanotte illumina Napoli
Cosa ci fanno tre napoletani in Finlandia, alle prese con un inglese maccheronico e lo stupore per il sole di mezzanotte? La risposta è in Lapponia I love iù, lungometraggio diretto da Ken-Are Bongo, trasmesso in prima serata su Rai 1 e disponibile su RaiPlay.
La trama ruota attorno a Carmine Esposito, interpretato da un intenso Erasmo Genzini. Mentre tenta di districarsi da un losco affare camorristico, Carmine viene informato della prematura scomparsa del fratello Salvatore e della conseguente eredità: una villa situata in un piccolo villaggio nel territorio dei Sami. Per ottenerne il diritto, però, l’uomo è costretto a trasferirsi lì per due mesi. Quella che per Carmine e gli storici amici Enzo e Antonio si prospetta come una fuga dai problemi si trasforma in un profondo percorso umano capace di scardinare ogni loro certezza. Sullo sfondo della vicenda emergono sia l’incontro con Sunnà, compagna del defunto fratello, sia l’amore di Carmine per la nipote Maren Elle, interpretata da Sissi Jomppanen. La ragazza è però contesa da Mihkkal, mosso da puri interessi personali, mentre un sottile filo giallo svela progressivamente che la morte di Salvatore non è stata affatto un incidente.
Il regista Ken-Are Bongo firma un’opera che miscela con delicatezza due culture distanti, mettendo in scena la mutazione caratteriale dei tre protagonisti. La regia si mantiene asciutta e lineare, in perfetto stile con le produzioni Rai, arricchita da personaggi di contorno che sembrano usciti dalle pagine di Arto Paasilinna. Tra questi spicca Martin, interpretato dal veterano svedese Kjell Bergqvist; il suo legame con Antonio, scandito dal tormentone “Vedi Napoli e poi muori”, esalta i contrasti tra italiani e Sami, trasformando la distanza culturale in un’opportunità di dialogo. Lapponia I love iù si rivela così una commedia formativa capace di dimostrare come il cambio di prospettiva sia la chiave per riscoprire gli altri e se stessi.