Il frutto della fecondazione assistita
C’è una spezia dolce che continua a conquistare palati di tutte le età con il suo gusto avvolgente, profumato e al tempo stesso delicato: la vaniglia.
Tale prelibatezza è generata dalla Vanilla planifolia, un’orchidea rampicante originaria del Messico. I suoi fiori effimeri si aprono al mattino e iniziano a chiudersi per sempre nel primo pomeriggio, per cui solo in questo frangente possono essere impollinati. Se la fecondazione avviene, il fiore appassisce senza staccarsi dall’ovario che inizia a trasformarsi in baccello, o più esattamente nella capsula carnosa contenente centinaia di minuscoli semi. Questa impiega dai 9 mesi a un anno per maturare ed essere raccolta, ma non avrà ancora il suo caratteristico odore che otterrà solo dopo delicati processi di essiccazione e fermentazione.
L’orchidea fu introdotta in Europa nella prima metà dell’800, dove per anni rimase sterile. Si pensò per via del clima sfavorevole e dell’assenza dei giusti impollinatori, ma i motivi erano più complessi (tuttora in Messico l’impollinazione naturale è molto rara).
Con il tempo si scoprì che la pianta poteva essere fecondata manualmente e Edmond Albius, uno schiavo dodicenne appassionato di botanica, capì come farlo con successo, ovvero sollevando con un bastoncino la membrana interna al fiore che separa gli organi maschili da quelli femminili per poi strofinarli tra loro.
Se riusciamo ad assaporare la vaniglia lo dobbiamo a lui e alla sua tecnica di fecondazione assistita, ancora oggi alla base della produzione naturale mondiale.
Questa però, per i lunghi tempi di coltivazione e la delicatezza dei vari processi, non soddisfa la richiesta commerciale, perciò è stata sostituita dalla versione riprodotta in laboratorio. Per lo più la vaniglia sintetica è ricavata dal petrolio o da scarti industriali, recentemente anche da quelli vegetali, lavorati e purificati. La molecola in sé è identica, ma quella naturale ha sfumature che la sintesi non sa replicare, per cui per assaporarla nel suo gusto completo cercate in etichetta “estratto di vaniglia”. Solo in questo caso, con un po’ di assistenza, il frutto è nato dal fiore.