18 Luglio 2026
zucchero

Rispetto è il terzo album in studio del cantante italiano Zucchero Fornaciari, pubblicato il 28 aprile 1986 dalla Polydor Records.

Questo disco rappresenta la vera e propria svolta artistica del cantautore emiliano, che per la prima volta unisce il pop italiano a sonorità spiccatamente soul, funk e R&B di matrice americana.

Già nel lavoro precedente si percepiva qualche venatura Rhythm and Blues, influenze che poi saranno il marchio di fabbrica nonchè la fortuna di Zucchero, non solo nell’album Rispetto.

Tra i singoli di successo è presente “Una Canzone Triste” che nonostante il penultimo posto al Sanremo del 1986 fu una delle canzoni più ascoltate dalle radio tra le varie partecipanti al festival.

Altro brano celebre è “Rispetto” che dà il titolo all’album stesso e qui c’è un breve aneddoto da raccontare.

Il testo fu fonte d’ispirazione per Zucchero dopo una lite che il cantautore ebbe con il paroliere Mogol, che avrebbe dovuto occuparsi dei testi dell’album. Dopo innumerevoli discussioni che i due artisti ebbero, alla fine Mogol abbandonò il progetto. Nonostante le perplessità da parte della casa discografica, l’artista emiliano completò l’album occupandosi lui stesso delle liriche, eccetto collaborazione in un paio di brani insieme a Gino Paoli e Alberto Salerno.

Zucchero dedicò “Nuovo Meraviglioso amico” a Joe Cocker, suo grande idolo che tornò sulle scene dopo un periodo di malattia.

Gli arrangiamenti dell’album sono curati dallo stesso Zucchero affiancato da Corrado Rustici, presente qui anche come chitarrista, mentre alla produzione c’è Michele Torpedine, con il quale collaborerà anche nei vent’anni successivi.

Oltre al già citato Rustici, da sottolineare la partecipazione del bassista americano Randy Jackson,  in passato con Santana, Aretha Franklin e la prog rock band Journey.

L’album venne certificato col disco d’oro, che fu consegnato a Zucchero durante la finale del Festivalbar 1986 e, a poco meno di un anno dalla pubblicazione, disco di platino per aver venduto più di 200.000 copie… niente male, dopo aver avuto il coraggio di spunire dal progetto un certo Mogol.