Il tifoso non è un cliente
C’è qualcosa di più impattante di qualsiasi comunicato stampa nel vedere la Curva Nord della Lazio passare da circa 60.000 presenze a decine di migliaia. Gli spalti vuoti, in aperta rivolta contro la gestione Lotito, segnano, chissà, un punto di non ritorno: i sostenitori biancocelesti hanno scelto il rimedio che spesso tante tifoserie reclamano, quelle che ancora vivono nell’ambito “tifoso-cliente”: non comprare il biglietto. Ma questa è ancora un tratto da mero consumatore. Un soggetto attivo, custode della tradizione sportiva, potrebbe ambire ad altro: diritti e rappresentanza nella governance. E chiederli per legge. Il sistema attuale continua a non accorgersene. Dall’altro: Lotito ha recentemente acquisito la Reggina, uno schema già visto con la Salernitana, mentre le seconde squadre di grandi club vanno verso le serie minori. Tocca ora al neopresidente della FIGC, Malagò, operare una scelta precisa: gestire la normativa sulla multiproprietà con le note tempistiche e meccanismi ancora incerti. Ovvero operare un taglio netto, riforme chiare ed efficaci. Nel frattempo, il Sindaco di Bari ha invertito la rotta sulla vicenda Bari-Napoli, intimando di negare lo stadio a una proprietà comune. Un’istituzione locale costretta ad agire dove il regolatore federale esita: una supplenza istituzionale che rivela un drammatico vuoto di sistema. In questo quadro di finanziarizzazione del calcio, Criscitello, editore di Sportitalia e proprietario della Folgore Caratese, voce autorevole con un piede dentro e uno fuori dal Palazzo, segnala i nodi strutturali per una vera riforma: trasparenza delle proprietà, tetti agli stipendi, una drastica limitazione allo strapotere dei procuratori, stadi in concessione, prerequisiti per un ruolo attivo dei tifosi nella governance. Oltremanica il modello inglese obbliga i club alla consultazione strutturata dei supporter prima di ogni decisione strategica, diversamente la legge italiana sulla partecipazione popolare in panne al Senato, si arena misteriosamente (Sic). Perché? Un discreto punto di partenza. Malagò ha il dovere di intervenire, la curva vuota è un segnale. La risposta?