18 Luglio 2026
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2112 è il quarto album in studio del gruppo musicale canadese Rush, pubblicato nel marzo 1976 dalla Mercury Records.

Dopo il flop del lavoro precedente, la casa discografica fece pressione sulla band nel tentativo di virare su brani brevi e commerciali. I Rush chiaramente rifiutarono (..fortunatamente), decidendo di incidere quello che sarà la loro consacrazione a livello internazionale.

Rischiando il tutto per tutto, “2112” inizia con una suite monumentale della durata di 20 minuti, in cui Alex Lifeson (chitarra), Geddy Lee (voce e basso) e Neil Peart uniscono tecnica, melodia e virtuosismi vari per confezionare un brano che da solo vale il “prezzo del biglietto”.

Divisa in 7 parti, 2112 racconta di un futuro distopico dominato dai “Sacerdoti dei Templi di Syrinx”, che controllano ogni aspetto della vita e dell’espressione umana. Il protagonista ritrova una vecchia chitarra e riscopre la musica e l’individualità creativa, prima che la sua ribellione si scontri tragicamente con la rigida oppressione della dittatura.

Il resto del disco contiene canzoni più brevi e slegate dal concetto narrativo di “2112”, mantenendo il songwriting sempre di pregevolissima fattura; da “A Passage to Bangkok”, traccia dalle venature psichedeliche e orientali, a “Twilight Zone”, un omaggio alla serie televisiva paranormale Ai Confini della Realtà.

La copertina del disco ha introdotto per la prima volta l’iconico logo dello Starman (l’uomo nudo di spalle davanti a una stella rossa a cinque punte), ideato dal grafico Hugh Syme. La figura rappresenta l’essere umano astratto e l’espressione della creatività individuale.

I testi dei brani sono per la maggior parte scritti dal batterista Peart, le musiche sono frutto di Lee e Lifeson.

Come già detto, “2112” fu il primo vero successo commerciale dei Rush con oltre tre milioni di copie vendute negli USA, ottenendo il triplo disco di platino. Se oggi esistono band prog metal come Dream Theater, Symphony X e Queensryche, lo dobbiamo senza ombra di dubbio alle solide basi gettate dai Rush.