Blu carpet: il tappeto magico che fa volare a Giffoni i protagonisti dei sogni.
Calpestare il Red carpet dei grandi festival mondiali è sinonimo di grande prestigio e notorietà. A Giffoni, però, cambia il colore, non il valore. Ogni estate il Giffoni Film Festival offre una passerella d’élite che accorcia le distanze tra chi osserva e chi è ammirato: è il Blu Carpet, un luogo che non celebra soltanto il successo, ma soprattutto l’incontro.
Qui il pubblico, per lo più composto da Giffoners, può incrociare lo sguardo degli ospiti, dialogare con loro e avere la possibilità di scattare foto e ricevere autografi. In 56 edizioni, il Giffoni Film Festival ha visto sfilare alcuni dei più grandi protagonisti del cinema, della cultura e dello spettacolo internazionale. Da François Truffaut a Robert De Niro, da Sergio Leone ad Alberto Sordi, passando per Michelangelo Antonioni, fino ai grandi personaggi contemporanei come Tim Burton, Meryl Streep, Richard Gere, Johnny Depp e Mark Ruffalo. Accanto a loro, tanti artisti italiani hanno scelto Giffoni per confrontarsi con le nuove generazioni, come ha fatto lo scorso anno Ambra Angiolini, visibilmente emozionata dall’affetto dei ragazzi e dei bambini, ha regalato al pubblico momenti di profonda condivisione di idee ed emozioni affrontando alcune tematiche delicate che riguardano i giovani di oggi. Ogni passaggio sul Blu Carpet aggiunge un nuovo tassello alla storia del Festival. Una storia che, in oltre mezzo secolo, si è costruita grazie ai grandi protagonisti che l’hanno attraversata, soprattutto perché il valore di questa passerella non si misura nei nomi che la percorrono, ma nella sua capacità di trasformare ogni incontro in un ricordo destinato a durare nel tempo. È qui che il Blu Carpet rivela la sua vera natura: non un semplice palcoscenico, ma un luogo in cui le distanze si annullano, i sogni sembrano a portata di mano. Un tappeto che, proprio come nelle fiabe, non trasporta lontano, ma conduce nel posto più bello di tutti: quello in cui le emozioni diventano realtà.
©Foto di Alessandra Clarizia
