La ladra di nettare
L’ape legnaiola, così chiamata perché nidifica scavando gallerie nel legno, è un insetto solitario dal corpo nero e robusto, con ali iridescenti blu-violacee, spesso scambiata per un calabrone.
Nonostante il suo forte ronzio che incute paura, è tra le specie più innocue della sua famiglia, tanto è vero che punge solo se si sente minacciata e non trova una via di fuga.
Come gli altri impollinatori del suo genere, entra dall’apertura naturale del fiore per nutrirsi di nettare, mentre l’impollina toccando stigma e antere. Tuttavia, per procurarsi il cibo ha anche un’alternativa che la rende una vera ladra del prezioso liquido. Per furto di nettare si intende il prelievo della sostanza zuccherina attraverso un foro praticato sulla base della corolla, senza passare per gli organi riproduttivi e saltando così il passaggio dell’impollinazione.
La legnaiola usa questa tecnica furtiva quando si trova di fronte a fiori a tubo lungo, troppo profondi per la sua lingua e troppo stretti per intrufolarsi.
Se per la ladra di nettare il furto è vantaggioso, perché impiega meno tempo ottenendo un bottino maggiore, per il fiore le conseguenze possono variare. Nella maggior parte dei casi gli effetti sono neutri perché la produzione di semi utile alla riproduzione non ne risente. Inoltre, alcuni studi, hanno dimostrato che in molte rapine l’ape, muovendosi goffamente a causa della sua robustezza, tocca comunque stigma e antere realizzando un’impollinazione efficace come quella classica. Per di più, in alcune specie di fiori, le vibrazioni prodotte durante il furto favoriscono l’autoimpollinazione. Non mancano però risvolti negativi, come i potenziali danni fisici alle strutture floreali e la diminuzione di nettare che scoraggia gli altri impollinatori a visitare il fiore. Tuttavia anche questo può rivelarsi un bene in quanto, costringendo talvolta gli altri insetti a percorsi più lunghi per raggiungere fiori diversi, ne gioverebbero sia il flusso pollinico che la biodiversità genetica.
Dunque l’ape legnaiola può essere considerata una ladra buona che garantisce il successo riproduttivo di alcune piante attraverso vie non convenzionali.