14 Febbraio 2026
Unknown

La violenza sulle donne è una delle brutalità più diffuse al mondo e per sensibilizzare tale delicato argomento, l’assemblea generale delle Nazioni Unite ha istituito una ricorrenza per ricordare che ciò è qualcosa di inaccettabile. Un sol dì però non basta, ogni giorno dovrebbe essere la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e della violenza in generale.

Quest’ultima ha innumerevoli forme ed una lunga ed oscura storia. Non è prerogativa degli umani, ma è insita nella maggior parte degli esseri viventi. Gli scimpanzé, da lungo tempo studiati per la loro aggressività, impongono la superiorità con azioni efferate anche tra membri dello stesso gruppo. Le lemuri femmina per dimostrare la dominanza sui maschi li mordono, li graffiano e li spingono. I pesci palla sono vittima di soprusi da parte dei delfini a cui piace sballarsi con il loro veleno. Le anatre maschi che non trovano una compagna con cui formare un legame stabile durante la stagione riproduttiva ricorrono alla forza aggredendo le femmine che cercano di difendersi, a volte a costo della vita. La copulazione forzata è largamente diffusa insieme a molti altri comportamenti prepotenti. Perfino nel regno vegetale è possibile trovare forme di violenza coercitiva ed egoistica, come nel caso dalla Araujia sericifera, denominata anche pianta crudele, la quale intrappola gli insetti all’interno dei suoi fiori. Il suo scopo non è nutrirsi, ma abbuffarsi di polline ingordamente a spese degli impollinatori che molto spesso finiscono per morire.

Nonostante tutto ciò la violenza umana rimane la più spregevole, perché in essa c’è maggiore consapevolezza delle proprie azioni e delle relative conseguenze. 

A differenza delle altre specie, proprio grazie alle peculiari capacità introspettive, l’essere umano può plasmarsi eliminando tali comportamenti. Un modo efficace per raggiungere questo obiettivo è educare fin dall’infanzia al rispetto per la vita.