10 Maggio 2026

L’intelligenza artificiale e la stupidità naturale

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Ormai l’Intelligenza Artificiale è ovunque. Scrive romanzi, fa diagnosi mediche, guida le auto, sceglie cosa dobbiamo comprare e probabilmente, mentre leggete queste righe, sta anche decidendo il vostro umore per la giornata. Il sospetto, anzi la certezza, è che l’Intelligenza Artificiale non solo sia più intelligente di noi, ma stia facendo il possibile per non farcelo pesare.  

Pensiamoci: se l’IA volesse davvero umiliarci, basterebbe che rispondesse alle nostre domande con un sospiro di compatimento. E invece niente, mantiene sempre un tono neutro, gentile, rassicurante. Chiedi: Qual è la capitale del Guatemala? e lei, invece di rispondere con un Dovresti saperlo, capra!… dice semplicemente: La capitale del Guatemala è Città del Guatemala. Un capolavoro di diplomazia.  

Ma il punto non è l’intelligenza dell’IA. Il problema siamo noi. Perché mentre l’Intelligenza Artificiale migliora, la Stupidità Naturale resta stabile, inossidabile, impermeabile a ogni progresso. L’umanità, nel suo insieme, continua a lanciare carrelli nei canali di Venezia, a credere che la Terra sia piatta e a candidare ai posti di potere persone che non saprebbero compilare un modulo per il cambio di residenza.  

E allora, forse, la grande domanda non è se l’IA ci sostituirà, ma se vorrà farlo. Perché il rischio è che un giorno, stufa di noi, l’Intelligenza Artificiale si ritiri in un eremo digitale, lasciandoci da soli con le nostre miserie. E a quel punto dovremo cavarcela da soli. Un’ipotesi terrificante, soprattutto per noi che senza Google Maps non sappiamo nemmeno tornare a casa.