17 Aprile 2026
Lo Squadrone Bianco film

Nel 1936, l’Italia sotto il regime di Benito Mussolini cerca di consolidare il proprio consenso autarchico, rafforzato anche dalle conquiste in Eritrea e in Etiopia, che diventeranno colonie italiane. Tra gli strumenti di propaganda del regime, il cinema gioca un ruolo fondamentale, celebrando le gesta della nazione e dell’esercito.

Uno dei film più significativi di questa cinematografia di propaganda fascista fu senza dubbio «Lo Squadrone Bianco», realizzato nel 1936 per celebrare il 25° anniversario della conquista italiana della Libia. Tratto dall’omonimo romanzo di Joseph Peyré, il film fu diretto da Augusto Genina. Con protagonisti Antonio Centa e Fosco Giachetti, la trama ruota attorno alla figura di Mario Ludovici (Antonio Centa), un tenente di cavalleria che, dopo essersi separato dalla compagna, decide di arruolarsi come volontario nel corpo dei meharisti e viene inviato nella Tripolitania italiana. Qui, Ludovici dovrà affrontare una banda di ribelli nel deserto, al fianco del Capitano Santelia (Fosco Giachetti), un uomo dal carattere deciso e con una vasta esperienza nel deserto. Insieme, i due ufficiali guidano una colonna attraverso un’impegnativa spedizione di molti giorni, con l’obiettivo di fermare e annientare i ribelli.

Il film vinse la Coppa Mussolini, oggi conosciuta come Coppa Volpi, al Festival del Cinema di Venezia nel 1936. Questo premio era noto per celebrare i valori legati alla dottrina fascista, come il cameratismo, il senso del dovere, il sacrificio e l’amore per la patria. Nonostante una variazione del finale rispetto al romanzo (nel quale il protagonista trova la morte), la pellicola contribuì a lanciare le carriere di Giachetti e Centa, che conobbero una notorietà che durò anche oltre la fine della Seconda Guerra Mondiale.

«Lo Squadrone Bianco» di Augusto Genina è disponibile su YouTube per chi desidera riscoprire questa opera cinematografica.