7 Giugno 2026
Il Sol dell'Avvenire

La pellicola ci introduce a Giovanni, un regista in pieno fermento creativo ma in crisi esistenziale. È impegnato nelle riprese di un film ambientato nella Roma del 1956, dove la sezione PCI del Quarticciolo accoglie una compagnia circense ungherese in fuga dall’invasione sovietica. Giovanni si divide anche tra l’adattamento de “Il nuotatore” di John Cheever e l’ideazione di una storia d’amore quarantennale scandita da canzoni italiane.

Sul fronte privato, la relazione con la moglie Paola (Margherita Buy), anch’essa nel mondo del cinema, scricchiola: lei medita l’abbandono senza che Giovanni sembri accorgersene. Il film si arricchisce di prestigiosi camei, da Corrado Augias a Renzo Piano.

Il film si sviluppa su tre assi portanti:

La Politica: Moretti non lesina frecciate alla sinistra storica. Nel film, il PCI del ’56 è in bilico sulle direttive sovietiche, offrendo al regista il pretesto per esprimere la sua visione di un “comunismo eretico”, più che un mero affondo politico, una lente per osservare la vita e il cinema.

Le Auto-citazioni: Il film è un vero e proprio dialogo con la sua filmografia. Dal monopattino elettrico che evoca la Vespa di “Caro Diario”, alle dinamiche comunicative di “La stanza del figlio”, fino alle scene di nuoto e al cognome “Budavari” che richiamano “Palombella Rossa”. Un ritorno a tratti distintivi del suo alter ego, Michele Apicella.

La Musica: La colonna sonora è ricchissima, un viaggio che spazia da Aretha Franklin (“Think”) a Luigi Tenco (“Lontano, lontano”), passando per Noemi (“Sono solo parole”) e l’immancabile Franco Battiato (“Voglio vederti danzare”).

“Il Sol dell’Avvenire” è un meta-film profondo, quasi “freudiano” ed esistenzialista, che riflette con delicatezza sul ruolo dell’arte nella vita e nella politica. Moretti ci regala una lezione fondamentale: la storia, e con essa la vita, può essere riscritta, e persino i “se” possono cambiare il finale di ogni copione.

Il film è disponibile su Rai Play.