La romantica tradizione musicale che risuona nel cuore
Strano ma vero, i posteggiatori sono stati più graditi dai forestieri e meno dai napoletani. Eduardo De Filippo non li sopportava e, quando li incontrava, l’intimava di allontanarsi.
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La posteggia, questo termine deriva dal vocabolo o’ puosto che indica il posto sulla via pubblica dove di solito staziona chi ha un’attività. A Napoli, anche il metodo di approcciarsi alle ragazze è definito posteggia. Nella maggior parte dei casi, un giovane si apposta sotto casa di una ragazza in attesa che uscisse o lungo la strada da lei percorsa abitualmente.
Nella tradizione partenopea, però, con questo termine si intende la serenata dedicata alla donna amata, cantata dall’innamorato o da un piccolo complesso musicale. Anticamente la parola posteggia indicava un complesso di 2-3 o più musicisti, muniti di chitarre e mandolino.
Nel corso del tempo, il numero dei musicisti, è passato da 4 o 5 a 2 e, addirittura si è ridotto ad uno solo. Nel film Così parlò Bellavista, è possibile osservare il ruolo della posteggia napoletana, ma già qui vi è un solo posteggiatore che suona la chitarra. Strano ma vero, i posteggiatori sono stati più graditi dai forestieri e meno dai napoletani. Si racconta, infatti, che Eduardo De Filippo non li sopportasse e, quando li incontrava, gli dava qualche spicciolo e intimava loro di allontanarsi.
Andando indietro nel tempo potremmo attribuirne la nascita alla Neapolis Antica, infatti, vi sono alcune coppe della civiltà greca che raffigurano banchetti allietati da giovani che suonano il flauto e la lira. Secoli dopo, Boccaccio notò i posteggiatori nel suo soggiorno a Napoli, apprezzando le loro amorose canzoni fino a che, nel 700, si diffusero luoghi di posteggiatori ben definiti.
Con il passare del tempo anche l’arte diventava ambulante e sempre più posteggiatori musicisti offrivano in strada performance in cambio di mance. L’offerta era intesa come riconoscimento alla loro arte e non come elemosina, grazie a ciò la musica era fruibile a tutti. Ognuno di loro aveva un nome d’arte associato all’attività svolta. Tra i posteggiatori più conosciuti ricordiamo Enrico Caruso che diventò il tenore più famoso del mondo.