7 Giugno 2026
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È il 37mo minuto di Juventus-Cagliari del 21 agosto del 2017, le regole della storia del calcio trovano un nuovo assistente: la VAR. L’arbitro Maresca, nominato per dirigere la gara, servendosi dei filmati c.d. on field reviewporta nuovamente il fischietto alla bocca e assegna un calcio di rigore, che diversamente sarebbe rimasto tra le moviole serali ad animare dibattiti fiume che gli appassionati della domenica attendevano per gridare, in caso di sconfitta, allo scandalo. Una rivoluzione, come commentato la settimana scorsa, ma che fa dire a Marelli, noto opinionista di DAZN, di comprendere bene che “non si tratta di moviola in campo […], “il concetto fondamentale, già ampiamente frainteso, è quello di utilizzare la rivisitazione di un’azione per eliminare errori evidenti”. Difatti se volessimo dare adesione alle statistiche portate sul terreno della comunicazione dal designatore Rocchi potremmo anche prestare il fianco alla tesi di un riesame che fa il suo lavoro, se gli errori certificati fossero 8, diversamente potremmo pensarla se accogliessimo nella riflessione i numeri di un sito (Sportface) che tra VAR a favore e a sfavore conta circa 160 decisioni complessive per le squadre di serie A nel 2023-2024. In un caso discorreremmo di uno strumento che ha lasciato un’impronta, dall’altro potremmo pure imbattere in un’invasione di campo del secondo occhio che tra fermo immagine e presa diretta farebbe immaginare, come detto da qualcuno (Contrasti), “di due sport completamente diversiil primo è quello che il VAR ha introdotto da qualche anno, chiamatelo pure fuckball anziché football; il secondo è quello col quale siamo cresciuti, e che oggi non riconosciamo più come nostro. Fa da sponda poi il tema sollevato in Francia dal Presidente del Brest che punta il dito sul mezzo che consente troppo soggettività, chiedendone la sospensione, in Portogallo invece si propone l’ascolto in diretta per trasparenza. Doveva essere un soccorso negli errori chiari ed evidenti ma di sovente l’interprete VAR traduce troppo o troppo poco e la parola scandalo rimane lì a rivivere, beffandosi della tecnologia, come se quella stessa parola fosse una on field review.