La voce ruggente del rock prog napoletano
Era il 10 agosto 1971 Quando usciva l’Uomo, album di esordio degli Osanna. Lino Vairetti, cantante e leader della band rock progressivo, ancora oggi è l’irriducibile anima del gruppo napoletano che si è contraddistinto per essere sempre stato al centro della controcultura napoletana degli anni 70. Nato a Napoli, è un artista eclettico: dalla musica alle arti visive, un bagaglio culturale multiforme che descrive l’animo di Vairetti.
La sua voce è un’esplosione di emozioni grezze e potenti, capace di trasmettere dolore, rabbia, desiderio e gioia in un’unica nota. Con ogni parola che esce dalle sue labbra, cattura l’attenzione dell’uditorio e lo trascina in un viaggio emotivo attraverso le profondità dell’anima umana. Vairetti con gli Osanna ha tracciato la storia del rock progressivo in Italia e oltre confine, insieme a band nazionali come la Pfm, Area, Orme e Banco del Mutuo Soccorso.
Il gruppo è da ricordare perché sono state tra le prime band rock italiane a proporre concerti dal vivo con trucco e costumi di scena. Artefici di un sound progressivo con solo melodia mediterranea hanno dato vita con tanti altri artisti al Neapolitan Power.
Un percorso iniziato nel 1971 con l’Uomo, un album dal vivo con tema centrale l’esistenzialismo, seguono altre incisioni importanti come la colonna sonora di Milano calibro 9, in collaborazione con Luis Bacalov, e Palepoli album con un grandissimo successo internazionale.
Alla fine degli anni ’70, si scioglie il gruppo e dopo 20 anni di silenzio ritornano in scena nel 1999 al Neapolis Rock Festival insieme ai Jethro Tull e alla Pfm, per poi continuare a produrre nuovi dischi. Nel 2021 l’artista festeggiano i suoi 50 anni di carriera con tre pubblicazioni importanti: un libro, L’Uomo: sulle note di un veliero, un album, Diedro del Mediterraneo e un docufilm, Osannaples, scritto e diretto dalla regista Deborah Farina.
Una carriera artistica ricca di successi, nata nell’anno in cui venivo al mondo.