13 Gennaio 2026
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a cura di Deborah Esposito e Marco Gabess

Fin dove si può spingere la natura umana, di fronte a stimoli fortissimi? Cosa può arrivare a fare un uomo, di fronte alla paura più profonda, di fronte al terrore? 

Sensazioni così forti possono portare a scelte difficili, impossibili da pensare a mente fredda, ma stretti in una condizione dove non sembra esserci via d’uscita, qualcosa scatta dentro. I freni inibitori, mossi dalla capacità di ragionare, mollano la presa e giù… fino al baratro più profondo. 

Lo ZTN di Napoli ha ospitato i meccanismi messi in scena da Gianluca Masone e Vincenzo Russo, entrambi registi ed interpreti, che hanno adattato il testo di Davide Sacco. “L’uomo più crudele del mondo” mette, in modo diretto, il pubblico di fronte alla crudeltà più assoluta! 

Ma attenzione: quello che inizialmente può sembrare una cosa, nel corso della recitazione si trasforma e, quello che appariva come crudele cambia forma, lasciando allo spettatore, la possibilità di mutare nel corso dell’opera, il suo punto di vista sui protagonisti e sulla storia. Cambia il metro di misura e cambia il giudizio, creando non pochi istanti di pura adrenalina! 

Dovrebbe sicuramente avere un risalto maggiore, perché spinge a guardarsi dentro, a analizzare le proprie istintualità, le emozioni più intime.

Non resta altro che sperare presto, in una nuova rappresentazione di quest’opera teatrale molto intensa.