17 Aprile 2026
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La geometria non è per Gianni Rossi un esercizio di stile, ma il principio germinativo di un’indagine profonda sull’essenza del visibile. A partire da sabato 14 marzo 2026, la galleria ‘Civico 23’ di Salerno rende omaggio a questa ricerca instancabile con la mostra ‘Attrattive Geometriche’, offrendo uno spaccato rigoroso sull’opera di un maestro capace di coniugare manualità artigianale e tensione razionale.

Esponente di spicco della cosiddetta “linea napoletana” dell’astrattismo, Rossi coltiva fin dal 1968 un linguaggio rigoroso e profondamente lucido. La sua è una pittura che non cerca facili seduzioni, ma si propone come una sistematica verifica della percezione: il paesaggio, origine e matrice del suo percorso, viene costantemente rielaborato in strutture razionali, dove la geometria diventa principio germinativo della forma.

Osservando le opere in mostra, emerge con chiarezza la natura “fabbrile” del suo operare. Per Rossi, dipingere significa recuperare il valore della manualità come forma di umanità autentica, in un mondo – quello artificiale che noi stessi abbiamo creato – che rischia di alienarci. Il colore non è un semplice ornamento, ma un materiale da costruzione, una trama che si fa indagine conoscitiva. Dagli accesi rossi e arancioni, vibranti di bagliori dorati, ai blu freddi, le cromie di Rossi registrano l’esistenza attraverso una tensione visiva che non mira al compiacimento, ma a stimolare la riflessione.

La forza di Rossi risiede nella sua capacità di far convivere il rigore architettonico con un realismo asciutto, scevro da ogni fuga idealizzante. Ogni quadro si presenta come un sistema chiuso e compiuto, che rifiuta il conforto della memoria o della narrazione per restare ancorato al presente dell’atto pittorico.

Una mostra, dunque, che ci invita a guardare oltre la superficie, per riscoprire, attraverso la geometria, l’essenza stessa del mondo.