9 Settembre 2026
caòlciio

Nel mondo del calcio il tifoso ha sempre dominato la scena, di un corpo si direbbe è il cuore, ma raramente la sua posizione ha avuto una voce decisiva e qualificata. Oggi, il Football Governance Act 2025 (FGA) del Regno Unito muta radicalmente le regole del gioco. Con l’istituzione dell’Independent Football Regulator (IFR), un organo indipendente, il tifoso d’oltremanica smette di essere un semplice consumatore, per alcuni clienti, per acquisire una vera e propria posizione giuridica qualificata.  La nuova legge conferisce ai sostenitori poteri inediti, muovendosi su due postulati fondamentali. Da un lato, vi sono i diritti. Il Football Governance Act garantisce ai tifosi un potere di approvazione vincolante (un vero e proprio veto) su qualsiasi modifica allo stemma del club, ai colori della maglia di casa e al nome della squadra. Inoltre, per ottenere la licenza, i club hanno l’obbligo statutario di istituire mezzi e procedure efficaci per consultare i fan su decisioni fondamentali, come il prezzo dei biglietti o l’eventuale trasferimento dello stadio.  Dall’altro lato, la vera rivoluzione risiede nel potere di ottenere provvedimenti che possano accertare la violazione di diritti qualificati. La normativa introduce la figura della “concerned person” (persona direttamente interessata) squarciando il velo da cui era coperta la posizione del tifoso; gruppi organizzati di tifosi potrebbero essere legittimati a impugnare formalmente le decisioni dell’IFR – come l’approvazione per nuovi proprietari, lo spostamento degli impianti o le procedure di amministrazione controllata. Tali ricorsi verrebbero discussi pubblicamente innanzi al Competition Appeal Tribunal (CAT).  In sintesi, la legge inglese fa un passo epocale: rende il tifoso uno stakeholder ufficiale e tutelato dallo Stato. In altri termini, Il modello inglese disegnato dal Football Governance Act ribalta l’impostazione tedesca, accettando ancor di più l’infrastruttura civile del libero mercato e interviene ex post con un regolatore pubblico (l’IFR) per rimuovere le asimmetrie, tutelare l’identità storica e prevenire dissesti finanziari. E in Italia?