15 Ottobre 2026

Una Squadra acerba e una Curva senza voce

165242_Niente-trasferta-a-Casarano-per-i-tifosi-granata_1791552276

A Casarano una Salernitana ancora acerba. Ha commesso errori tecnici figli della disattenzione, con giocatori a tratti evanescenti, e nella prima parte di gara ha sofferto un’inferiorità a centrocampo. Nella ripresa la squadra è stata più arrembante. L’ingresso di Diamanka ha portato brio e profondità, ma quella spinta non è stata sfruttata come avrebbe meritato. Il pareggio è giusto, eppure è poco per chi ambisce ai vertici. Se la traiettoria resta questa, senza un cambio di passo, la distanza dalla testa della classifica non si colmerà da sola. Sullo sfondo una squadra costruita in ritardo e che ad oggi fatica a trovare la quadra. Occorre entrare in campo con più autorevolezza, con la volontà di dominare la partita invece di inseguirla. Il caso Lescano è emblematico di un’ambiguità che ci portiamo dietro: togli, metti, alterna. Vederlo aggirarsi come un’ombra per un tempo intero non può andare bene. Tocca al mister navigato trovare la chiave e alla società nel suo complesso dare quel qualcosa in più che finora è mancato. C’è poi un’altra assenza che pesa, e non riguarda il campo. Domenica il settore ospiti non aveva il colore granata. Al di là delle ragioni delle singole decisioni, resta un dato. Troppo spesso il tifoso viene trattato come una questione di ordine pubblico da gestire, quasi mai come un interlocutore. Eppure, è proprio chi segue la squadra ovunque a garantirne la continuità nel tempo, mentre allenatori, giocatori e proprietà cambiano. Credo sia maturo il momento di riconoscere al tifoso uno status che vada oltre quello di acquirente di un biglietto: da semplice “cliente” alla voce stabile e riconosciuta dentro le società. È una questione che riguarda l’intera comunità dei tifosi, in questo caso quella granata. Lo diciamo da tempo: la legge in discussione (Sic) può aprire un varco ma le istituzioni tutte possono far loro questo l’impegno ad anticipare la legge. L’appartenenza non si esaurisce sugli spalti: è lì che comincia.