La memoria del massacro di Thiaroye tra storia e denuncia
Ousmane Sembéne, uno dei padri del cinema africano, è noto per capolavori proiettati in festival di tutto il mondo. Tra questi spicca “Camp de Thiaroye”, presentato alla Mostra Cinematografica di Venezia nel 1988, co-diretto con Thierno Faty Sow. Il film racconta un episodio reale della Seconda Guerra Mondiale: il Massacro di Thiaroye, avvenuto il 1° dicembre 1944, quando l’esercito francese uccise 300 Tirailleurs senegalesi che, dopo aver contribuito alla Liberazione di Parigi, si erano ribellati per le paghe ridotte.
La storia si svolge nel campo di Thiaroye, alla periferia di Dakar, dove sono ospitati soldati africani che hanno combattuto in Europa contro i nazisti e che ora attendono di essere liquidati e rimpatriati in diverse colonie africane. Tra loro spiccano il sergente maggiore Diatta, un senegalese colto con una famiglia francese in Europa, e il caporale Diarra. Pays, un soldato traumatizzato dai campi di concentramento nazisti, vaga in stato confusionale, indossando un elmetto tedesco. Gli ufficiali francesi, rappresentati dal Capitano Labrousse, trattano i soldati con arroganza coloniale, evidenziando il danno profondo causato dal colonialismo francese.
Nessun produttore francese accettò di finanziare il film di Sembéne e Sow, che denunciava l’ipocrisia dell’Occidente nel rivendicare i diritti umani mentre nascondeva il suo passato coloniale. Considerato un’opera panafricana, il film ha saputo racchiudere le speranze e le lotte di un intero continente oppresso dal colonialismo.
Nel 2024, il film è stato restaurato dall’African Film Heritage Project con il supporto di The Film Foundation’s World Cinema Project, FEPACI, UNESCO e la Cineteca di Bologna. È stato proiettato al Festival di Cannes e al Mumbai Film Festival. “Camp de Thiaroye” è oggi disponibile su YouTube in francese e wolof.