23 Ottobre 2026
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Le opere su carta presentate dall’artista Justyna Ralicka per la sua personale alla galleria Civico 23, che si terrà a partire da sabato 14 dicembre, ripercorrono gli anni 1997-2024 . Opere che nascono dal mondo intimo e visionario dell’artista che per questa mostra, dal titolo Visioni/Versioni, ha voluto raggruppare per temi, rimanendo fedele ad approccio grafico/pittorico fortemente personale ed autentico. A tal proposito Angelo D’amato scrive:

“Il mondo di Ralicka è costellato di figure immaginarie, potremmo, a rigor di logica, associarlo al mondo variopinto della fiaba, che denotano una straordinaria capacità evocativa, ovvero tracciano quella sottile linea di confine tra immaginazione e realtà che ci spinge a ragionare sulla possibilità di rievocare figure fantasiose animate però da un sentimento di forte impatto personale, emozionale, a tratti psicologico. D’altronde le favole sono il risultato delle nostre attese, delle nostre paure, di quanto è possibile manifestarle in forma di simbolo, celando aspetti di noi che altrimenti non riusciremmo ad esprimere. Ralicka fa della sua arte un dialogo continuo tra strane creature e ambienti costituiti da forme in dissolvenza o volontariamente definite. La figura, dal canto suo, è già “paesaggio” nella misura in cui si genera attraverso grovigli filiformi di linee, tracciate liberamente a comporre immagini la cui resa comunicativa e data da un’insistente materia segnica e cromatica. E’ una materia che sembra destinata ad esplodere e, a tratti, ad implodere in una continua, incessante, sovrapposizione di figure appena abbozzate che lasciano spazio all’immaginazione del fruitore, a cui è data la possibilità di una interpretazione a più livelli. Attraverso la lettura delle opere dell’artista si arriva a considerare una serie di fattori estetici che si nutrono non solo dell’immaginazione ma, anche, di rimandi iconografici, di cliché. Tali fattori rientrano in una logica psicoanalitica in cui si assiste alla fusione, condensazione, di una serie di significati che generano versioni. Se le visioni soggiacciono all’interpretazione dell’artista, le versioni sono il frutto di continue elaborazioni strutturali/compositive che nascono, o sembrano nascere, da un caos popolato da “personaggi” dall’aria familiare ma che, ad una lettura più approfondita, rivelano un aspetto nascosto, quasi arcano e indecifrabile. I riferimenti a Bosch, alla sua pittura visionaria, sono abbastanza espliciti, come pure all’arte di Chagall, leggera ed eterea quanto basta per essere fonte di ispirazione. Infine il colore, anche qui diluito in diafane superfici, oltre a fare da sfondo sembra parte integrante della figura, anzi ne costituisce l’ossatura. Infatti il colore accompagna il segno tracciato, anche quello più spontaneo e compulsivo, dandone “volume” e quindi le figure che apparentemente si sviluppano su base bidimensionale prendono corpo, si “riempiono” di macchie di colori iridescenti che, in coerenza con il proprio contesto, diventano elemento caratterizzante di quella serie o composizione in serie. L’insieme di segno e colore appare piacevolmente accogliente in un procedimento dal forte impatto visivo, dinamico e, al tempo stesso, caduco e ambivalente.”

Justina Ralicka è nata nel 1974 a Danzica (Polonia) dove vive e lavora. Dal 1993 ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Danzica presso la facoltà di Pittura e Arti Grafiche, diplomandosi nel 1999. Si occupa di pittura, grafica di laboratorio, scultura e illustrazione. Ha partecipato a numerose mostre in Polonia e diverse sue opere sono presenti in collezioni nazionali e straniere. Con la galleria Civico 23 ha già partecipato alla Rivista in scatola numero uno. Espone per la prima volta in Italia al Civico 23 con la personale Visioni/Versioni.