Maestri del disprezzo
Gli haters online sono la versione digitale del bambino che, nascosto dietro la tenda, lancia palline di carta agli amici senza mai farsi vedere. Invece di usare le palline, scaricano le loro frustrazioni usando insulti, spesso elaborati ed originali, ma pericolosi. Per nascondersi, invece della tenda, c’è uno schermo che li protegge come un invisibile mantello dell’imbecillità.
Questi eroi dell’anonimato, perché bisogna essere eroi per attaccare qualcuno senza assumersi nemmeno un po’ di responsabilità, si lanciano in critiche feroci con la delicatezza di un elefante in un negozio di cristalli. Eppure, dietro tanta veemenza si nasconde spesso un panorama patetico: zero vita reale, zero socialità, un divano troppo comodo, una vita che probabilmente non è esattamente un film d’azione e, una capacità di amare pari a zero.
Gli haters sono un po’ come quei comici scadenti che non riescono a far ridere, nemmeno se leggono le battute degli altri. Scrivendo dalle loro tastiere da 5 euro, credono di essere dei grandi filosofi, detentori della verità assoluta, che non risparmiano di promuovere alla prima occasione. La realtà? Sono più simili a quei bambini che, incapaci di costruire un castello di sabbia, si mettono a calpestare quelli degli altri.
Ecco perché, più che perdere tempo a rispondere, sarebbe il caso di ricordare a questi “maestri del disprezzo” che dietro ogni post, ogni foto, ogni opinione c’è una persona vera. Che ride, che sbaglia, che ama. Una persona con un cuore, mica un robot programmato per la cattiveria gratuita.
Insomma, se proprio volete dire la vostra, fatelo con spirito costruttivo, spiegando con pacatezza le ragioni che vi portano a certe conclusioni. Evitate, se possibile, di mettere a nudo la vostra solitudine, mantenete un po’ di rispetto per voi stessi… chissà, magari, troverete nuovi stimoli per lasciare a casa il telefono e mangiare una pizza con nuovi amici.