Gloria! L’inno pop al coraggio femminile
Nel 2024 il cinema italiano ha visto un incremento di produzioni storiche, sostenute in larga parte dal Ministero dei Beni Culturali. Tra queste spicca Gloria!, esordio alla regia della cantante e attrice Margherita Vicario.
Ambientato a Venezia tra fine Settecento e inizio Ottocento, il film si svolge nel decadente istituto musicale femminile Sant’Ignazio. Protagonista è Teresa (Galatéa Bellugi), giovane domestica soprannominata “la muta” per i traumi vissuti. La visita di Papa Pio VII sconvolge la vita dell’istituto: mentre il maestro Perlina (Paolo Rossi) fatica a comporre un brano per l’occasione, Teresa scopre un nuovo strumento nascosto in un ripostiglio, il pianoforte. Attorno a questa invenzione prende forma una rivoluzione musicale guidata da alcune allieve, tra cui la talentuosa Lucia (Carlotta Gamba), che con entusiasmo e segretezza compongono una sinfonia collettiva.
Il cast unisce volti noti della musica e del teatro: Elio, Veronica Lucchesi (La Rappresentante di Lista) e Natalino Balasso, che interpreta un governatore caricaturale e opportunista.
Con Gloria!, Vicario costruisce un inno alla libertà e alla forza della musica, omaggiando Vivaldi e restituendo voce alle donne dimenticate degli istituti musicali settecenteschi, escluse dalle scene pubbliche perché donne. La regista trasforma la ribellione in energia pop, calandola in un’epoca dominata da rigidi ruoli sociali e attraversata dalle tensioni tra francesi e austriaci all’alba dell’era napoleonica.
Il film alterna poesia e ironia, ricordando a tratti l’incanto visionario di Alice Rohrwacher e l’irriverenza di Sofia Coppola. Ne risulta un’opera che mescola femminismo, musica e trasgressione, un racconto corale che invita ad “ascoltare” più che guardare, in un crescendo di suoni, colori ed emozioni.