Scrigno Inaccessibile
Dodicimila volumi in ostaggio. La cultura attende i fondi
La Biblioteca Comunale “Pasquale Budetta” di Montecorvino Rovella rappresenta un autentico tesoro storico e culturale, ma si trova in un grave stato di sottoutilizzo e di limitazione operativa. Custodisce un patrimonio di oltre 12.000 volumi, compresi cimeli di inestimabile valore, come un’edizione del 1551 delle lettere di Cicerone e preziosi regesti della corte borbonica.
Questa inestimabile risorsa, frutto della generosa donazione della vedova dell’avvocato Budetta, è oggi accessibile al pubblico per un totale di sole 6-7 ore nell’arco di due giorni a settimana.
L’attuale riordino e la parziale catalogazione del patrimonio librario sono merito di un’impresa pluriennale, guidata dalla passione e dall’impegno di Valerio, un giovane di Montecorvino. Egli è stato dapprima seguito da Nunzio Di Rienzo, bibliotecario onorifico, e in seguito ha proseguito l’attività tramite il Servizio Civile. Adottando il rigoroso Sistema di Classificazione Decimale Dewey, sono stati catalogati con precisione tra gli 8.500 e i 9.000 libri del patrimonio. Nonostante l’enorme valore della collezione, la biblioteca soffre di gravi limitazioni operative. La causa principale risiede nella mancanza di fondi economici, essenziali per l’assunzione di un dipendente comunale. L’assenza di un bibliotecario professionista preclude una gestione continuativa e impedisce l’attivazione di servizi fondamentali, come un catalogo online o un servizio di prestito strutturato.
Queste severe restrizioni rendono la biblioteca quasi inaccessibile alla popolazione, lasciando di fatto “una perla a impolverarsi”. Si configura così un paradosso, descritto da Valerio come una forma di “turismo culturale al contrario”: ricercatori e cittadini, pur risiedendo in una comunità che vanta oltre 12.000 volumi, sono costretti a spostarsi per consultare altrove i testi di cui hanno bisogno.
La speranza, dunque, è che le istituzioni locali e superiori siano messe nelle condizioni di poter garantire un servizio continuativo e professionale. Solo così la Biblioteca “Pasquale Budetta” potrà superare le sue criticità, divenendo il centro culturale pienamente fruibile e il luogo per lo “sviluppo dell’anima” che la comunità merita, nonché il punto di riferimento culturale dell’intero territorio Picentino e oltre.