L’antica origine dei salvadanai a forma di maialino
L’iconico salvadanaio a forma di maialino ha radici curiose che affondano nell’Inghilterra del XV secolo. Tutto ebbe inizio con i pygg pots, economici vasetti in creta arancione utilizzati per conservare il denaro. Col passare del tempo, l’assonanza linguistica tra il termine pygg e pig (maiale) spinse i vasai a plasmare i contenitori con le sembianze dell’animale.
Questa trasformazione non fu puramente estetica. In molte culture il maiale era già un simbolo consolidato di ricchezza e abbondanza, rendendolo la scelta ideale per custodire i risparmi. A ciò si aggiungeva la tradizione contadina: per secoli, il maiale ha rappresentato una vera e propria riserva economica, una risorsa preziosa da scambiare o consumare nei momenti di necessità. Tra il XVIII e il XIX secolo, questa consuetudine si cristallizzò nella pratica di rompere il salvadanaio in terracotta in caso di emergenza, replicando il destino del maiale reale.
L’abitudine di accumulare monete è tuttavia molto più antica. L’essere umano utilizza contenitori dotati di fessura da millenni: i primi esemplari risalgono al II secolo a.C. in Asia Minore, mentre nell’antichità classica erano diffusi modelli che riproducevano la forma di templi. Dalla Grecia antica fino alle moderne camere blindate in ceramica, il desiderio di proteggere i propri beni resta una costante immutabile della storia umana.