7 Ottobre 2026
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Il 4 ottobre si è conclusa al Teatro Nuovo la diciassettesima edizione del Festival Salerno in CORTOcircuito, organizzato dalla Rete dei Giovani per Salerno. La rassegna ha registrato uno ottimo successo di pubblico, celebrando il talento cinematografico attraverso i verdetti della giuria tecnica, di cui ha fatto parte Deborah Esposito per la redazione de “la Fotonotizia”, e della giuria stampa.

Il cortometraggio “Amanti a mano armata” di Cecilia Rizzuto ha trionfato conquistando il Premio Elvira Notari per il miglior lavoro e il Premio Masuccio Salernitano per la migliore sceneggiatura, quest’ultimo assegnato in collaborazione con Il Novelliere per aver narrato la vicenda di due inoffensivi ladruncoli.

La giuria tecnica ha inoltre assegnato il Premio Ugo Pirro per la critica a “Il tempo del pomodoro” di Emanuele Sante Granata, incentrato sul tema della distanza emotiva tra genitori e figli. Il riconoscimento per la migliore interpretazione è andato ad Antonello Cossia, protagonista di “Cilento Magico” di Andrea D’Ambrosio. Il Premio Aurelio Laino per il miglior documentario è stato attribuito a “Magnitudo 6.9” di Antonio Emanuele Ricci, un intenso lavoro di memoria storica sull’omicidio del vicequestore Antonio Ammaturo.

Il Premio Stampa Marta Naddei è andato a “The Border” di Carlo Fumo per la sua intensa riflessione sull’assurdità della guerra. Tra gli altri riconoscimenti, il Liceo Statale Alfano I si è imposto con “Vetro e Cemento”, mentre Federica Avagliano ha vinto il premio per la miglior fotografia con “Trotula e il sentiero del vento”. Il cortometraggio “La grassa” di Raffaele Marra ha ottenuto molteplici consensi, tra cui il Premio Temistocle Marzano. Infine, la menzione alla carriera è stata conferita all’attore Yari Gugliucci, che ha regalato al pubblico momenti di profonda riflessione artistica.