7 Ottobre 2026

Il ruggito di Godzilla e la coscienza critica l’arte 

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C’è una urgenza viscerale e tagliente che attraversa la ricerca artistica di Michael Rotondi, un’energia indomita che, partendo dal basso, sa come scuotere le coscienze. Dal 26 settembre al 10 ottobre 2026, lo spazio no profit Civico 23 di Salerno accoglie la mostra personale intitolata Godzilla Forever, un appuntamento imperdibile per chi vive l’arte come spazio di autentico confronto civile e culturale.  

Artista straordinariamente poliedrico – musicista, compositore e pittore – Rotondi privilegia il disegno come forma di comunicazione diretta, immediata e senza filtri. Le sue opere, realizzate su grandi fogli di carta e affisse ai muri con la forza istintiva di un attacchino che distribuisce manifesti di un’epoca complessa, restituiscono paesaggi bui, catramosi, avvolti in atmosfere di pece che sembrano togliere ogni respiro. 

Il nero fumo domina incontrastato, permeando l’esistenza stessa delle cose e raccontando la realtà con un impeto esplosivo e inarrestabile. Attraverso segni taglienti e implacabili, Rotondi denuncia apertamente la mente ottusa dell’homo sapiens, le teorie artificiali, le atrocità e il nostro costante avanzare verso l’autodistruzione. È in questo scenario apocalittico che si erge la figura gigantesca e simbolica di Godzilla: il mostro preistorico risvegliato dalle radiazioni nucleari diventa l’incarnazione perfetta della violenza, dell’odio e della complicità profonda dell’umanità nella propria fine.   

Eppure, in questa disamina lucida e spietata della società dei consumi e della volgarizzazione dei costumi, l’arte resiste come supremo catalizzatore del tempo contemporaneo. Rotondi sceglie la via dell’estraneazione e della protesta a muso duro, rifiutando di farsi imbrigliare dalle logiche compiacenti del mercato. La sua pittura ci ricorda che, finché sapremo provare emozione e ribellarci di fronte allo specchio delle nostre contraddizioni, l’arte rimarrà l’ultimo baluardo contro il silenzio definitivo, ammonendoci che Godzilla continuerà a vivere come eterno simbolo della nostra fragilità.