31 Ottobre 2026
Dalla

Dalla è il nono lavoro in studio del cantautore romagnolo Lucio Dalla ed è stato pubblicato nel settembre del 1980 compiendo quarantacinque anni proprio quest’anno.

Il brano più famoso nonchè prima traccia di questo gran bel disco è certamente “Balla Balla Ballerina”, di stampo abbastanza rock, ma anche “Cara” e “Futura” sono molto celebri e altrettanto validi.

Proprio su queste due composizioni ci sono due aneddoti da raccontare, molto singolare quello su “Futura”.

“Cara” in un primo momento si sarebbe dovuto intitolare “Dialettica dell’immaginario” ed il testo è stato scritto da Stefano Bonaga, amico filosofo di Lucio Dalla; la canzone, nostalgica e toccante, racconta di un uomo che si invaghisce di una donna molto più giovane di lui finchè non se ne innamora (“Ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano…”). Il cantautore dichiarò di aver voluto scrivere una sceneggiatura ispirata a tale brano.

Anche “Futura”, traccia conclusiva dell’album, ha un significato intenso e profondo: narra delle paure, i dubbi e le speranze di una coppia di innamorati nella Berlino divisa dal muro, proprio nel bel mezzo della Guerra Fredda. Lucio Dalla ha poi raccontato che poco dopo aver scritto il brano a Berlino, mentre sedeva su una panchina vide arrivare da un taxi Phil Collins, di ritorno da un concerto dei Genesis; disse che avrebbe voluto avvicinarlo ma preferì non disturbarlo avendolo notato in un momento di profonda riflessione e relax.

In fase di registrazione (così come nei lavori precedenti) il cantautore si avvalse di alcuni musicisti che qualche anno più tardi formeranno gli Stadio con Ricky Portera alla chitarra, Giovanni Pezzoli alla batteria e Gaetano Curreri alle tastiere, quest’ultimo front-man della band bolognese sopra citata.

L’album raggiunse la prima posizione della classifica italiana e vi rimase per venti settimane consecutive, a cavallo del 1980 e del 1981, vendendo nei primi mesi circa seicento mila copie conferendogli il disco di platino.